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L’igiene
intima, sia
maschile sia femminile, richiede una
cura e un’attenzione
spesso sottovalutate e ritenute di
importanza secondaria rispetto ad
altri aspetti igienico-sanitari.
Vale
la pena sottolineare allora che le
parti intime sono da considerarsi e da
trattarsi al pari di ogni altra parte
del corpo: come ci laviamo i denti
almeno una volta al giorno, così
dovrebbe essere anche per gli organi
sessuali, facendo rientrare una corretta
igiene intima nella normale pulizia
routinaria di inizio (o fine) giornata.
Gli
organi genitali,
al pari di altri organi, vivono
di un equilibrio tra le loro capacità
di difesa e l’azione di agenti esterni:
ciò significa che queste parti possono
essere vissute con estrema tranquillità,
se si usa verso di esse la medesima cura
che si usa per altre. Se di solito
prestiamo attenzione all’igiene e alla
pulizia della bocca, cercando dei rimedi
nel caso ci fossero degli arrossamenti o
delle piccole infiammazioni, non c’è
motivo per non usare lo stesso
comportamento, e avendo la stessa
serenità, verso gli organi genitali.
Altra
considerazione generale, valida sia per
il maschio, sia per la femmina, è
sull’uso
di asciugamani e accappatoi, che
spesso nelle famiglie vengono utilizzati
indifferentemente dai vari membri.
Questa abitudine potrebbe
facilitare la trasmissione di infezioni,
sia quando sia presente una forma
sintomatica, ma sia, e forse più
frequentemente, quando ciò non sia
ancora evidente.
Infatti un soggetto potrebbe avere sulle
mucose o sulla cute dei
germi che nella sua persona non
determinano l’infezione; tuttavia
gli stessi germi, trasmessi con un uso
comune di asciugamani, potrebbero
determinare un’infezione in chi usa la
stessa biancheria da bagno poiché
magari in questa persona le difese
immunitaria sono più basse o perché è
già presente una piccola forma di
irritazione o infiammazione aspecifica.
Anche
se può sembrare banale e strano
all’interno della stessa famiglia una
condizione del genere, essa non va
ricondotta ad una mancanza di fiducia,
ma ad una normale
pratica igienica: in fondo, basta
pensare che di solito, ognuno indossa i
proprio indumenti intimi, slip o
mutandine, che non vengono certo
scambiati, a meno che siano puliti, con
altri membri della famiglia.
L’attenzione
all’esplorazione, al controllo e al
lavaggio accurato dei genitali sarà
possibile solo a chi non avrà difficoltà
nell’osservare
e manipolare le proprie parti intime:
solo
conoscendo la situazione di normalità
sarà possibile discriminare una
situazione di patologia o di eventuale
patologia.
Spesso
si tratta di piccole, banali e
facilmente curabili malattie: l’unica
cosa importante è notarle e rivolgersi
ad uno specialista per un controllo.
L’imbarazzo potrebbe trattenere dal
consultare un esperto, ma il rispetto
per il proprio corpo, in tutte le
sue parti, dovrebbe invitare a
riflettere sulla necessità di prestare
attenzione e cure ad ogni zona corporea.
La
stessa vergogna potrebbe indurre a non osservare,
e quindi a non conoscere,
i propri genitali: tuttavia non si prova vergogna a controllarsi,
davanti allo specchio, la situazione di
una gola arrossata o di altre parti del
corpo difficili da vedere e che
richiedono una ricerca attiva per il
loro controllo, ma tutto ciò avviene
senza provare il medesimo imbarazzo. La
cosa fondamentale nell’igiene e nella
prevenzione delle malattie è proprio
questa: trattare
i genitali con la stessa “dignità”
di qualsiasi altra parte del corpo.
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