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Nell'ambito
della sessualità sopravvivono alcuni miti
nonostante la rivoluzione
sessuale, i cambiamenti sociali,
l'informazione allargata e i dibattiti
televisivi. Accade anche perchè, se da
una parte si propone una visione del
sesso più "a misura d'uomo e di
donna", dall'altra continua
l'offerta molto allettante di stereotipi
maschili e femminili idealizzati che
vanno a rinforzare certe fantasie
comunque esistenti nella nostra mente.
Mi
riferisco per esempio al mito
del macho: l'uomo potente che
deve sempre funzionare e funzionare
bene, possibilmente con un pene di
ragguardevoli dimensioni, come
sottolinea certa pubblicità e certa
stampa. A questo si affianca il mito
del corpo perfetto e sempre giovane,
corpo che viene curato scientificamente
con la ginnastica, trattamenti estetici
e, fenomeno relativamente recente ma in
continua espansione, con la chirurgia
estetica.
Un
corpo
perfetto dà sicurezza e gratifica
chi lo possiede e diventa
sinonimo di funzionamento perfetto
per chi lo vede. Questo mito si estende
con maggiore forza al corpo della donna
dove le caratteristiche femminili da
qualche tempo vengono sottolineate ed
esasperate: seni gonfiati, labbra molto
evidenziate, glutei sollevati sono solo
alcuni esempi di un campionario molto
ricco; in fondo anche noi adulti abbiamo
bisogno di credere alle favole: la
principessa è sempre bellissima,
giovane nonostante i cento anni che
passano e naturalmente buona, la
sorellastra non ha età ma è
sicuramente brutta e quindi cattiva!
Il
mito della donna oggetto
sessuale uscito dalla porta è
rientrato alla grande dalla finestra,
rinforzato dai mezzi di comunicazione:
l'idea é che un corpo che si propone in
un certo modo può offrire maggiore
eccitazione e rispondere meglio nella
sessualità. Tutto questo è da
verificare perché l'attenzione e la
cura poste verso "l'esterno"
spesso diminuiscono l'attenzione verso
"l'interno", cioè verso
quello che il corpo "sente"
piuttosto che per quello che "è".
A
tutta questa ricerca di perfezione bene
si affianca il mito dell'orgasmo
plurimo dove la risposta
sessuale non è nella intensità delle
sensazioni ma nella quantità delle
dimostrazioni: se l'uomo deve funzionare
bene, essere sempre pronto e più di una
volta per ogni volta, la donna deve
dimostrare di gradire con ripetute
contrazioni vaginali possibilmente
accompagnate da suoni e verbalizzazioni
come, ironicamente, ci ha mostrato un
film cult sull'argomento ("Harry ti
presento Sally").
Tutto
questo piacere ci fa pensare al mito
dell'orgasmo simultaneo: se non
c'è quello che intesa c'è? E' una
preoccupazione difficile da
ridimensionare, quante volte, nella mia
esperienza clinica, ho ascoltato donne
che si ritenevano difettose e quindi non
normali perché non avevano i tempi del
loro partner.
Questi
falsi
miti sono sempre in agguato: è difficile accettare la propria individualità
con i suoi pregi e i suoi difetti, ci si
sente insicuri, soli e pieni di
interrogativi ma questa strada è la
possibilità che abbiamo per riuscire a
sentirci liberi di entrare in un
autentico contatto intimo con l'altro.
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