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Spesso
il passaggio dalla
passione al calo di desiderio e alla
noia avviene in silenzio, senza che
nessuno dei due partner se ne accorga.
Eppure i sintomi sono evidenti (lui che
comincia a guardarsi un po’ intorno,
lei che si lascia lusingare dalle
attenzioni del capoufficio, entrambi
inconsapevolmente sempre più votati e
dediti alla schiavitù e ai ritmi della
cosiddetta “vita sociale” o degli
impellenti doveri di famiglia, a scapito
di serate più intime e romantiche,
ecc.).
Solo
più avanti nel tempo, quando dalla fase del tacito e accondiscendente distacco si passa a quello dei lamenti per la mancanza e la
nostalgia dei primi attimi, la coppia si
accorge finalmente che qualcosa è
cambiato. A questo punto, se si è
ancora innamorati, bisogna rimboccarsi
le maniche e tentare di escogitare
qualcosa per recuperare il rapporto. Naturalmente modi e stili di “salvataggio
e resurrezione” sono pressoché
infiniti e del tutto personali. Ognuno
ha le sue tecniche.
Tra
tutte, però, un minimo comune
denominatore sembra spingere le varie
iniziative verso un unico e principale
scopo: riaccendere
la passione e il desiderio che era un
tempo il motore della coppia. Chi si
butta quindi su un attardato
romanticismo, chi su un secondo
corteggiamento, chi sui metodi
alternativi, chi sulla trasgressione. E tra questi ultimi (decisamente più
che tra i primi..) ecco
spuntare gli utilizzatori e gli
estimatori del porno. Ognuno con
modi e tempi propri, con opinioni e
vissuti talvolta agli antipodi gli uni
rispetto agli altri.
La
pornografia,
dunque, può essere un buon sistema per rivitalizzare un po’ l’antica
fiamma, riscoprendo pensieri e
desideri ormai messi da parte, se non
addirittura mai confessati. Non sempre
però, una volta rimesso in moto, il
meccanismo della passione ha ancora la
forza e la vitalità per continuare da
solo. In questi casi la pornografia
rischia di perdere la sua funzione di
tramite, per diventare invece
l’obbiettivo vero e proprio.
In
una situazione come questa, il porno
diventa quindi la conditio
sine qua non di qualsiasi rapporto
sessuale. Unite da un mezzo di
eccitazione esterna piuttosto che dal
potenziale sessuale e amoroso della
coppia in sé, queste persone utilizzano
la pornografia come un tramite che porta
comunque ad incontrarsi. Per qualcuno,
al contrario, la pornografia è uno
strumento ad un uso e consumo
esclusivamente personale, da utilizzare
all’insaputa del partner, spesso con
conseguenze disgreganti per l’unità
della coppia.
Pornografia:
sesso all’esterno della coppia o
espediente per ritrovarsi a vicenda?
Più
spesso, comunque, la
pornografia rimane un espediente
per tentare di ritrovarsi a vicenda.
Nella stragrande maggioranza dei casi è
lui a proporne l’uso a lei: per “provare
qualcosa di diverso”, “per
divertirsi un po’”,
per “rinvigorire un rapporto sessuale che comincia a perdere colpi”,
“per sperimentare ruoli nuovi” o
persino “per imparare a conoscersi
meglio”.
Da
parte degli uomini una proposta di
questo tipo viene fatta spesso con il
massimo del candore, senza sottendere
niente di anomalo o perverso. Quando non
diventa ossessivo, smodato o troppo
invadente, l’utilizzo di materiale
pornografico può
essere infatti un aiuto come un altro
per imparare a sviluppare appieno la
propria sessualità, vincendo i
pudori e le paure, e scoprendosi l’uno
con l’altra in maniera più sincera e
diretta, imparando a giocare e a fare
della sessualità un’area comune di
libertà e di incontro, dove il
linguaggio del corpo, delle emozioni e
delle sensazioni crea una nuova e più
intima vicinanza capace di ridare
vitalità a tutto il rapporto. Non è
raro però che le donne reagiscano male.
Spesso,
dunque, le
donne accolgono la proposta di
utilizzare materiale pornografico con
profonda angoscia e imbarazzo. In
realtà, in un rapporto di coppia
fondato sull’amore e sulla fiducia,
sarebbe giusto scoprirsi e lasciarsi
andare a vicenda, facendo attenzione
ognuno alle proprie rispettive esigenze,
per quanto queste possano sembrare
strane o inopportune. L’importante è
ritrovare il gusto
della sperimentazione e del gioco,
nel pieno rispetto dell’altro e di se
stessi. Anche perché un po’ di trasgressione, purché non diventi la regola ma rimanga
semplicemente un piacevole e occasionale
diversivo, è probabilmente il
miglior antidoto contro spiacevoli
inconvenienti (tradimenti,
perversioni, noia, bugie, esperienze al
limite della legalità), nonché il
miglior metodo per
continuare ad affrontare un
percorso comune anziché
perdersi per strada.
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