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la posta del sesso

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Lei/forme e dimensioni 

Imparare a conoscersi

di Giuliana Proietti

Le differenze anatomiche fra i due sessi sono evidenti sin dalla nascita, tanto è vero che, per capire se si tratta di un maschietto o di una femminuccia, non guardiamo il colore dei capelli, degli occhi, l’espressione del viso o la struttura muscolare; guardiamo piuttosto ‘lì’, nella zona genitale, e ci chiediamo: c’è o non c’è?

Il maschietto dunque ha molto precocemente il privilegio di ‘inciampare’ sulla sua sessualità, cosa che non accade alle bambine, che pur sentendo provenire da quell’area degli stimoli, non possono capire a cosa si riferiscano, da cosa provengano, visto che l’apparato genitale femminile è più nascosto rispetto a quello maschile ed è in buona parte interno al corpo.

Questo stato delle cose ha determinato diversi effetti, primo tra i quali una maggiore attenzione, della scienza, della cultura, della società, verso la sessualità maschile, completamente identificata nel pene: così facile da osservare, studiare e descrivere.

Al contrario, la zona genitale femminile, essendo molto più complicata, composta di più organi ed in buona parte ‘nascosta’, è stata veramente studiata solo in relazione agli aspetti della gravidanza e del parto. Il sapere sulla donna dunque è stato per lungo tempo patrimonio esclusivo dell’ambiente medico-sanitario e le donne stesse, per lungo tempo, non hanno avuto nemmeno idea di come fossero fatte, di come funzionasse la loro sessualità.

E’ solo dagli anni settanta dello scorso secolo, cioè dall’affermarsi di quei movimenti femministi organizzati, che reclamavano il diritto alla conoscenza del proprio corpo come elemento fondante per l’auspicata liberazione della donna, che si è accresciuta la sensibilità su questo tema e vi è maggiore domanda di sapere. Difatti i media oggi si occupano largamente di questi argomenti ed è possibile imbattersi con facilità in immagini didascaliche o fotografie che illustrano le varie zone intime femminili.

Ciò nonostante, è ancora abbastanza frequente che uno psicologo o un medico si trovino a parlare con ragazze (o donne, addirittura con figli), che non hanno ancora ben chiara la loro struttura genitale ed il suo funzionamento. Questa ignoranza al giorno d’oggi è davvero intollerabile, anche perché cento anni di sapere psicologico ci dicono che è impossibile riuscire a trovare un vero equilibrio, una vera identità personale, prescindendo completamente dal proprio essere persone sessuate. E’ assolutamente giusto pertanto che ogni donna faccia un piccolo sforzo di conoscenza, per arricchire il suo sapere su sé stessa e sentirsi così più sicura di sé, più consapevole di quanto le accade.

Per prima cosa occorre dunque procurarsi libri, immagini, siti internet che parlino dell’argomento, per cercare di orientarsi brevemente su quella che è la disposizione esterna degli organi sessuali femminili e sul loro funzionamento: la clitoride, le piccole labbra, le grandi labbra, l’orificio vaginale e tutte le zone adiacenti, dalla zona anale, al Monte di Venere, al pube. Una volta ‘studiati’ gli argomenti, sarebbe bene mettersi davanti ad uno specchio ed osservarsi con attenzione, come uno zoom, che parte da un’immagine grande, per arrivare a focalizzarsi in un particolare di essa. In un famoso libro degli anni settanta, ‘Noi e il nostro corpo’, scritto da un collettivo femminista di Boston, si consigliava alle donne di utilizzare uno specchietto da borsetta per riflettere le parti nascoste della loro sessualità, arrivando addirittura all’utilizzo di uno speculum per esplorare anche le parti interne. Probabilmente, con queste pratiche, molte donne stenterebbero a ri-conoscersi, sentirebbero un senso di estraneità con questa parte sconosciuta del loro corpo e forse avrebbero l’istinto di interrompere al più presto questa esplorazione. Se questo senso di repulsione persistesse, la cosa migliore da fare sarebbe parlarne con uno psicologo o un sessuologo. E’ difficile infatti che una donna possa avere una vita sessuale felice, una relazione soddisfacente con un uomo, se non si conosce, se non si accetta, se non si esalta del suo essere donna, così come farebbe qualsiasi uomo, messo a tu per tu con la sua immagine nuda riflessa nello specchio.

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