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La prima manifestazione della raggiunta maturità
sessuale maschile è segnata
dalla produzione ed emissione di liquido
spermatico (eiaculazione), che può
verificarsi attraverso la masturbazione
o durante il sonno (polluzioni
notturne), accompagnata in genere da
sogni a sfondo erotico.
La prima
eiaculazione si definisce in termini
scientifici come ‘spermarca’: si tratta di un avvenimento che lascia nell'adolescente una impressione profonda, specialmente se
non ha avuto una adeguata educazione
sessuale, da parte di soggetti adulti o
anche degli stessi coetanei. Infatti,
l’argomento non è legato a fattori
igienici, come nel caso delle ragazze,
ma è relegato nell’area-tabù del piacere sessuale: per questo i genitori e gli
educatori trovano difficoltà
nell’affrontarlo.
La prima
reazione del ragazzo di fronte alla
sua prima eiaculazione è dunque quella
della sorpresa,
ma anche del senso
di colpa se l’avvenimento è
causato da un’intensa attività
masturbatoria.
L’erezione maschile è dovuta alla dilatazione di arterie
e arteriole e a contrazioni venose,
sotto il controllo del sistema
parasimpatico. Le
capacità erettive cambiano con le
diverse età della vita: i maschi
giovani e adulti possono raggiungere
l'acme sessuale anche diverse volte al
giorno, anche diverse volte di seguito,
mentre dopo i 50 anni si può avere
necessità di una stimolazione diretta
maggiore di quella necessaria per il
giovane, ovvero di un tempo due o tre
volte più lungo per raggiungere una
piena erezione e si può avere un solo
orgasmo alla volta.
Il periodo
refrattario, ovvero il periodo
necessario perché dopo una eiaculazione
sia possibile una nuova erezione,
tende ad aumentare con l’età: mentre
nel giovane può essere solo di pochi
minuti, con il passare degli anni può
raggiungere le 24 e più ore. La
possibilità quindi di trascorrere notti
intere a fare l’amore cade
drasticamente a partire dai 50 anni.
L'eiaculazione
precoce riguarda invece gli uomini
di tutte le età e consiste nella
incapacità di sopportare la tensione
sessuale per un tempo sufficiente a
consentire la penetrazione.
Che le difficoltà
erettive dell’uomo adulto possano
dipendere dall’intensità
dell’attività sessuale, masturbatoria
e non, degli anni giovanili è un altro
luogo comune da sfatare. Molte persone
infatti attribuiscono ancora
l’impotenza maschile al fatto di: ‘aver
ormai sparato tutte le cartucce’.
L’allusione chiaramente discende dal mito dell’uomo-cacciatore, ma la realtà scientifica ci dice che
assolutamente le cose non stanno così.
Gli studi sessuologici infatti hanno
dimostrato che un’intensa
attività sessuale, a tutte le età,
conserva
assai di più le capacità erettive
dell’uomo, anche negli anni della
maturità, a conferma dell’altro detto
popolare che afferma che : ‘chi
più lo usa, più lo conserva‘…
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